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L’Edizione 2010 della Partita a Scacchi a Personaggi Viventi rievoca la famosa “Immortale di Anderssen”.
La partita fu giocata il 21 giungo 1851 nel ristorante Simpson’s-in-the-Strand di Londra tra i maestri Adolf Anderssen e Lionel Kieseritzky. Si trattò di un incontro informale tenutosi in una pausa del torneo ufficiale. Altamente spettacolare per il continuo susseguirsi di gambetti (attacchi rapidi) e controgambetti (contrattacchi) secondo lo stile tipico del XX sec., la partita vide Anderssen dare scacco matto all’avversario in sole 20 mosse dopo aver sacrificato un Alfiere, entrambe le Torri e la Donna ed avendo in scacchiera appena tre pezzi minori (due Cavalli e un Alfiere). Kieseritzky, che abbandonò alla 19° mossa con un vantaggio di materiali (la Donna, due Torri e un Alfiere), fu impressionato dalla tecnica dall’avversario tanto da inviare un telegramma al circolo scacchistico di Parigi, di cui era membro, con la descrizione della sfida. Un mese dopo il periodico di scacchi La Régence ne pubblicò le mosse e nel 1855 l’austriaco Ernst Falkbeer la denominò ‘Immortale’ facendone una leggenda.
Le curiosità.
Il successo de “L’Immortale di Anderssen” non si limita al mondo scacchistico. Nel 1982 il film “Blade Runner” di Ridly Scott ne propose in una scena la parte finale. Nel 1984 un francobollo emesso dal Suriname la raffigura nella posizione della 20° mossa. Il romanzo poliziesco “The Immortal Game” di Mark Coggins la utilizzò come traccia.
I giocatori.
Adolf Anderssen (1818-1879) nato a Breslavia nella Slesia prussiana, si laureò in matematica e filosofia occupandosi come insegnante al locale liceo. Apprese gli scacchi a 9 anni dal padre. Nel 1842 scrisse una raccolta di brillanti problemi scacchistici e divenne editore di una rivista sugli scacchi. Nel 1848 pareggiò contro Harrwitz, un giocatore professionista, e fu chiamato a rappresentare la Germania al Torneo di Londra del 1851 che dominò battendo Kieseritzky, Szén, Staunton, Marmaduke e Wyvill. Nel 1858 accettò la sfida dell’americano Morphy a Parigi dove giocò un’apertura che prese il suo nome. Nel 1861 si impose ancora a Parigi. Nel 1862 vinse nel Torneo di Londra 12 incontri su 13. Primeggiò anche a Barmen nel 1969 e nel 1870 a Baden-Baden contro Steinitz, Neumann e Blackburne. Giocò fino a tarda età e fu riconosciuto dagli antagonisti come avversario gentile e intellettualmente onesto. Non venne mai infastidito dalle sconfitte. Fu il creatore di un gioco romantico e aggressivo, in cui è naturale il sacrificio per tentare la sorte. Di lui si ricordano soprattutto due folgoranti partite: l’Immortale (1851) e la Sempreverde (1852) giocata contro Dufresne a Berlino. Le sue aperture furono il Gambetto di Re e il Gambetto Evans.
Lionel Kieseritzky visse in Francia dove diede lezioni di scacchi e giocò al Café de la Régence di Parigi a 5 franchi all’ora. Fu noto all’epoca per la sua capacità di battere avversari minori partendo con lo svantaggio anche della Donna.
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