La Scacchiera

THE GAME

Nell'impossibilità di riprodurre le mosse originali giocate dai contendenti Vieri da Vallonara e Rinaldo da Angarano durante la leggendaria Partita a Scacchi con pezzi viventi del 1454, dal 1954 gli organizzatori dell'evento hanno deciso di prendere ispirazione da alcune delle più belle partite della storia mondiale degli scacchi e di rievocarne una ogni due anni sulla Scacchiera Gigante di Piazza Castello.

Proposta dal locale Circolo Scacchistico, la partita viene scelta dal comitato organizzatore secondo precisi requisiti: deve concludersi infatti con un minimo di 16 e un massimo di 20 mosse, durare intorno ai 20 minuti ed essere altamente spettacolare.

L’IMMORTALE di Anderssen, Londra 1851

La partita che è stata rappresentata è l’Immortale, ed è stata giocata a Londra il 21 giugno 1851 tra il Maestro Campione del Mondo Anderssen (il bianco) e Kieseritsky (il nero); questa partita è la stessa che fu rappresentata nella prima edizione storica marosticana il 2 settembre 1923, mentre negli anni successivi e fino all’anno scorso 
fu invece rappresentata la partita giocata all’Opera di Parigi (durante una rappresentazione del Barbiere di Siviglia)  nel 1858 ad occhi bendati dal Campione  americano P. Morphy contro due avversari che si consultavano sulle mosse.
La partita fu giocata il 21 giungo 1851 nel ristorante Simpson’s-in-the-Strand di Londra tra i maestri Adolf Anderssen e Lionel Kieseritzky. Si tratto’ di un incontro informale tenutosi in una pausa del torneo ufficiale.

UNA NOTTE ALL’OPERA di Morphy, Parigi 1858

"Una lama d’acciaio damaschinato che taglia un cuscino di seta"
E l’immagine che utilizzò un commentatore specializzato per rappresentare la bella e ferrea logica applicata da Morphy per debellare la difesa del Nero.
La partita disputata nel 1958 durante un’esibizione nel Teatro dell’Opera di Parigi, mentre si cantava l’opera “Norma” del Bellini, fu giocata dal maestro di scacchi americano Paul Morphy alla cieca, contro due forti dilettanti il nobile tedesco Karl duca di Brunswick e il francese aristocratico Conte Isouard. Morphy era solito sacrificare pezzi per riuscire a rompere le posizioni dell'avversario senza ottenerne un immediato vantaggio, questo disorientava gli avversari che andavano in vantaggio per poi vedere la loro situazione rovesciarsi categoricamente e perdere. Raramente pensava più di uno o due minuti sulla stessa mossa.